Donne vaghe

Il blog di Marina
lunedì, 02 novembre 2009

Alda Merini

"I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.

I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio.

Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle."


Alda Merini
21 marzo 1931-1 novembre 2009



postato da: pentolino alle ore 00:12 | link | commenti | commenti
categorie: poesia
venerdì, 12 dicembre 2008

Caracola

Mi piace questa poesia.
E nella sua lingua originale mi piace anche di più.

"Me han traído una caracola.

Dentro le canta
un mar de mapa.
Mi corazón
se llena de agua
con pececillos
de sombra y plata.

Me han traído una caracola."

(Federico Garcia Lorca)

postato da: pentolino alle ore 01:08 | link | commenti (3) | commenti (3)
categorie: poesia, garcia lorca
mercoledì, 10 settembre 2008

Altrove

«Ma dov'eri fino ad ora?

Ero altrove...»

"Andiamo via, creatura mia,
via verso l'Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.
La luna splende su chi
là vaga contento e libero,
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.
Lì si cominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento d'allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l'amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finchè saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
Oh, andiamo a cercar l'Altrove."

(Il violinista pazzo, Fernando Pessoa)

e ancora poesia!
postato da: pentolino alle ore 14:52 | link | commenti (13) | commenti (13)
categorie: poesia, pessoa
mercoledì, 03 settembre 2008

Les enfants

Visto che il mio blog ha preso questa vena poetica, continuo con una bella poesia, e poi canzone: Jacques Prevert, Joseph Kosma, Yves Montand.


"Les enfants qui s'aiment s'embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s'aiment
Ne sont là pour personne
Et c'est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage, leur mépris, leurs rires et leur envie
Les enfants qui s'aiment ne sont là pour personne
Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l'éblouissante clarté de leur premier amour"

(Jacques Prévert)

 
postato da: pentolino alle ore 01:22 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: poesia, jacques prevert, yves montand, joseph kosma
martedì, 02 settembre 2008

Cioccolatte

Ho letto questa poesia, mi ha fatto sorridere e mi ci sono vista!
Allora la posto.

Le golose

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

Signore e signorine -
le dita senza guanto -
scelgon la pasta. Quanto
ritornano bambine!

Perché nïun le veda,
volgon le spalle, in fretta,
sollevan la veletta,
divorano la preda.

C'è quella che s'informa
pensosa della scelta;
quella che toglie svelta,
né cura tinta e forma.

L'una, pur mentre inghiotte,
già pensa al dopo, al poi;
e domina i vassoi
con le pupille ghiotte.

un'altra - il dolce crebbe -
muove le disperate
bianchissime al giulebbe
dita confetturate!

Un'altra, con bell'arte,
sugge la punta estrema:
invano! ché la crema
esce dall'altra parte!

L'una, senz'abbadare
a giovine che adocchi,
divora in pace. Gli occhi
altra solleva, e pare

sugga, in supremo annunzio,
non crema e cioccolatte,
ma superliquefatte
parole del D'Annunzio.

Fra questi aromi acuti,
strani, commisti troppo
di cedro, di sciroppo,
di creme, di velluti,

di essenze parigine,
di mammole, di chiome:
oh! le signore come
ritornano bambine!

Perché non m'è concesso -
o legge inopportuna! -
il farmivi da presso,
baciarvi ad una ad una,

o belle bocche intatte
di giovani signore,
baciarvi nel sapore
di crema e cioccolatte?

Io sono innamorato di tutte le signore
che mangiano le paste nelle confetterie.

(Guido Gozzano)



Mi accorgo che il mio sta diventando un blog di poesia....!

postato da: pentolino alle ore 10:34 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: poesia, guido gozzano
lunedì, 01 settembre 2008

Livorno



Ieri, mare, timidezza e curiosità di conoscere, di conoscersi, l'azzurro (del mare?), la luce, forte, che ti fa strizzare gli occhi (oppure è per guardarsi meglio, per vedere più a fondo nelle anime?)
E poi Livorno, desolata e silenzio
sa, nella calura di un pigro pomeriggio di domenica, un cane che abbaia da una casa, due vecchi che ci guardano, una poesia che passa dall'uno all'altro.

SCANDALO

"Per una bicicletta azzurra,
Livorno come sussurra!
Come s’unisce al bru
sio
dei raggi, il mormorio!
Annina sbucata all’angolo
ha alimentato lo scandalo.
Ma quando mai s’era vista,
in giro, una ciclista?"

(Giorgio Caproni, da Versi Livornesi)



postato da: pentolino alle ore 14:27 | link | commenti (2) | commenti (2)
categorie: poesia, giorgio caproni, livorno
giovedì, 07 agosto 2008

Κεφαλλονιά

Sabato parto per qui:



Poi andrò qui:



E infine qui:



dove, sorgendo dalle acque dentro una conchiglia, canterò questo:

"Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura."

:-D
postato da: pentolino alle ore 13:34 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: poesia, zante, itaca, foscolo, ulisse, cefalonia
domenica, 03 agosto 2008

Canzoniere

"Benedetto sia 'l giorno e 'l mese e l'anno
e la stagione e 'l tempo e l'ora, e 'l punto
e 'l bel paese e 'l loco ov'io fui giunto
da' duo begli occhi che legato m'ànno;

e benedetto il primo dolce affanno
ch' i' ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l'arco e le saette ond' i' fui punto,
e le piaghe che 'nfin al cor mi vanno.

Benedette le voci tante ch' io
chiamando il nome de mia Donna ò sparte,
e i sospiri e le lagrime e 'l desio;

e benedette sian tutte le carte
ov' io fama l'acquisto, e 'l pensier mio,
ch' è sol di lei, sí ch' altra non v'à parte."

(Canzoniere, LXI)

Un piccolo omaggio al sommo poeta aretino...

postato da: pentolino alle ore 17:11 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: poesia, petrarca, arezzo
mercoledì, 16 aprile 2008

I GIUSTI

Oggi ho conosciuto una bella persona.
Le voglio dedicare questa poesia che penso apprezzerà.
Parla del mondo e di certe persone e penso che lui sia una di quelle.
Per Amfortas

I GIUSTI

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
 Chi è contento che sulla terra esista la musica.
 Chi scopre con piacere una etimologia.
 Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
 Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
 Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
 Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
 Chi accarezza un animale addormentato.
 Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
 Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
 Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
 Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.


(Jorge Luis Borges)
postato da: pentolino alle ore 20:13 | link | commenti (5) | commenti (5)
categorie: musica, poesia, borges
venerdì, 19 ottobre 2007

ALBA

Eccomi son tornata dopo più di un mese...

Mi ero dimenticata di avere un blog!

Torno per farvi conoscere, se già non la conoscete, questa bella poesia di Giorgio Caproni, di cui ho riscoperto oggi il volume di tutte le poesie.

E' un poeta che mi fece conoscere mia madre qualche anno fa... Ed ora le sue poesie mi sono ancora più care.

Questa si intitola "Prima luce"



    Lattiginosa d'alba

nasce sulle colline,

balbettanti parole ancora

infantili, la prima luce.



    La terra, con la sua faccia

madida di sudore,

apre assonnati occhi d'acqua

alla notte che sbianca.



    (Gli uccelli sono sempre i primi

pensieri del mondo)



postato da: pentolino alle ore 23:37 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: poesia

Chi sono

Utente: pentolino
Nome: Marina
Ci sono modi molto semplici per sfuggire alle cento trappole della vita senza farsi del male. Dopotutto, basta una sciarpa per ripararsi dal vento.


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