Donne vaghe

Il blog di Marina
giovedì, 07 agosto 2008

Κεφαλλονιά

Sabato parto per qui:



Poi andrò qui:



E infine qui:



dove, sorgendo dalle acque dentro una conchiglia, canterò questo:

"Né più mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell'onde
del greco mar da cui vergine nacque

Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l'inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per cui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio,
o materna mia terra; a noi prescrisse
il fato illacrimata sepoltura."

:-D
postato da: pentolino alle ore 13:34 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: poesia, zante, itaca, foscolo, ulisse, cefalonia

Chi sono

Utente: pentolino
Nome: Marina
Ci sono modi molto semplici per sfuggire alle cento trappole della vita senza farsi del male. Dopotutto, basta una sciarpa per ripararsi dal vento.


CD e Spartiti:

Altri links:

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte