) che è:
Nel suo regno Palermo divenne la città da "Mille e una notte", con lussuosi palazzi, ville sempre fiorite e fontane, mentre la corte siciliana fu centro di cultura e del sapere. Furono tradotti in latino Aristotele, Tolomeo e Platone, trattati di geografia, di matematica, di retorica, di astronomia. Il pensatore musulmano di Spagna Averroé (Ben Ahmed Ben Rushd) non si limitò a tradurre le opere dei filosofi greci, ma contribuì a criticare ed a rinnovare le teorie filosofiche di Platone ed Aristotele, separando la teologia, fondata sulle sacre scritture, dalla filosofia, che deve basarsi sull’esperienza e sulla ragione.
E ancora un omaggio a Napoli: nel 1224 all'età di 30 anni, istituì con editto formale, a Napoli la prima universitas studiorum statale e laica della storia d'Occidente, in contrapposizione all'ateneo di Bologna, nato come aggregazione di studenti e docenti e poi finito sotto il controllo papale. L'università, polarizzata intorno allo studio di diritto e retorica, contribuì all'affermazione di Napoli quale capitale della scienza giuridica. Napoli non era la capitale del Regno, ma Federico la scelse per la sua posizione strategica ed il suo già forte ruolo di polo culturale ed intellettuale di quei tempi.
Lui stesso scrisse anche un manuale sull'arte della falconeria, il De arte venandi cum avibus ("L'arte della caccia con gli uccelli").